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Home Perché scegliere il liceo di Vipiteno e non andare altrove?
Perché scegliere il liceo della propria città? PDF Stampa E-mail
Che cosa sosteneva Plinio il Giovane già 2000 anni fa?
Negli scorsi anni non sono stati pochi i casi di alunni che, terminata la scuola media, hanno scelto altre scuole della provincia o fuori provincia. Si tratta di decisioni comprensibili solo in parte, e più esattamente solo per quei casi in cui l'indirizzo scelto non è presente nel liceo di Vipiteno (ad es. un indirizzo artistico o tecnico o un centro di formazione professionale). Ci sono stati altri casi di alunni che hanno scelto le scuole superiori di Bressanone solo per la "compagnia del treno" ovvero un viaggetto quotidiano lontano dal paesello che va loro stretto, addossandosi però in cambio la fatica di viaggi e levatacce che li hanno messi in difficoltà notevoli a livello scolastico.
Non è difficile - alla luce di queste considerazioni - capire che la frequenza del liceo di Vipiteno è una convenienza. Ma in aggiunta si deve affermare che docenti e strutture nulla hanno da invidiare alle altre scuole della provincia: si tratta si sfruttare questa enorme opportunità formativa, senza dare ascolto alle chiacchiere spesso infondate sulle presunte "debolezze" del liceo "Virgilio.
Già 2000 anni fa Plinio il Giovane in una sua lettera faceva presente l'importanza di avere una buona scuola nella propria città (Como), senza per forza farsi attrarre dai richiami della metropoli (Milano).
Ecco la traduzione italiana della lettera (IV, 13 dell'Epistolario). Nella pagina successiva si trova l'originale latino

 

3) Ultimamente, quando fui nella mia città natale, mi venne a salutare il figlio di un mio compaesano, ancora vestito con la pretesta. Gli chiesi: “Attendi agli studi?” Mi rispose: “Appunto”. – “Dove?” – “A Milano”. – “E perché non qui?” E suo padre (era infatti insieme al ragazzo ed era stato lui a condurmelo): “Perché qui non abbiamo insegnanti”. – “E perché non ne avete? Nella vostra qualità di padri -ed andò bene che c’erano parecchi padri a sentirmi- avreste dovuto avere tutto l’interesse che i vostri figli frequentassero le scuole qui piuttosto che in qualsiasi altro luogo. Dove infatti dimorerebbero più volentieri che nella loro città, o sarebbero tenuti a freno con più pudore che sotto gli occhi dei genitori, o costerebbero meno che a casa? (5) Non ci vuol davvero molto per raccogliere il denaro e stipendiare gli insegnanti, e quello che oggi spendete in pigioni, in viaggi, negli acquisti che si fanno quando si è via –e quando si è via tutto deve essere acquistato- aggiungerlo alle paghe? E per venire al pratico, io, che non ho ancora figli, sono pronto a contribuire, con la terza parte di quella somma che vi parrà opportuno di mettere insieme, in favore della nostra amministrazione municipale, come se si trattasse dei mia figlia o di mia madre. (6) Prometterei anche l’ammontare completo, se non temessi che, una volta o l’altra, questa mia donazione potesse essere guastata da maneggi illeciti, cosa che vedo capitare in molti luoghi dove gli insegnanti sono stipendiati dall’autorità pubblica. (7) A questo inconveniente si può reagire con un solo rimedio: affidare unicamente ai genitori il diritto di assunzione ed aumentare il loro coscienzioso impegno di valutare saggiamente mediante l’obbligo di una partecipazione finanziaria. (8) Infatti quelli che forse amministrerebbero con disattenzione i fondi altrui, ci metteranno certamente tutta l’attenzione per i propri e si daranno da fare perché il denaro che proviene da me sia destinato soltanto a persone meritevoli, se sarà ad esse destinato anche quello che proviene da loro stessi. (9) Perciò mettetevi d’accordo, operate in buona armonia ed attingete dal mio uno slancio maggiore, giacché io desidero che la mia quota sia la più alta possibile. Nessun servigio più nobile potete rendere ai vostri figli, nessuno più accetto alla città da cui ha origine la vostra famiglia. Vengano educati qui, quelli che qui nascono, e subito, fin da bambini, si abituino ad amare ed a mantenere un assiduo contatto con il suolo natio. E mi auguro davvero che voi riusciate ad attirare degli insegnanti così illustri che anche dalle città limitrofe vengano ad attingere la culata da voi e che come adesso i vostri figli si recano in regioni forestiere, così tra poco siano i forestieri ad accorrere qui da ogni regione”.



 

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